Amazon vince il brevetto per il sistema crittografico Proof of Work

Amazon ha ottenuto un brevetto per varie tecniche per costruire un sistema crittografico proof-of-work (PoW) simile a quello usato in diverse blockchain tra cui quella di bitcoin.

Presentato per la prima volta a dicembre 2016 e assegnato martedì 14 maggio 2019 dall’Ufficio brevetti e marchi statunitensi (U.S. Patent and Trademark Office -USPTO), il brevetto delinea come gli alberi Merkle (una struttura di dati basata su hash) possano, tra gli altri vantaggi, essere generati come una soluzione a una proof of work.

Una struttura ad albero Merkle consente la verifica dei dati inviati tra computer, e su reti peer-to-peer, come una blockchain, viene utilizzato per garantire che i blocchi non siano falsificati. Il concetto risale al 1979.

Una PoW, d’altra parte, è un algoritmo che viene utilizzato per proteggere le reti chiedendo a un partecipante al servizio di fare del “lavoro”, che spesso implica l’utilizzo della potenza di elaborazione del computer per risolvere complessi enigmi matematici. La rete blockchain di bitcoin, ad esempio, utilizza un algoritmo PoW con il lavoro svolto dai “minatori”.

In questo caso, dice Amazon, la creazione dell’albero Merkle è il lavoro richiesto dall’algoritmo.

Il brevetto spiega:

“Un sistema di proof of work in cui una prima parte (ad esempio, un sistema di computer client) può richiedere l’accesso a una risorsa di elaborazione. Una seconda parte (ad esempio un fornitore di servizi) può determinare una sfida che può essere fornita alla prima parte. Una soluzione valida alla sfida può essere generata e fornita per soddisfare la richiesta.”

“La sfida può includere un messaggio e un seed, in modo tale che il seed possa essere utilizzato almeno in parte per ricavare informazioni crittografiche che possono essere utilizzate per generare una soluzione alla sfida. Un albero di hash [o un albero Merkle] può essere generato come generatore della soluzione “, aggiunge.

Il PoW potrebbe anche aiutare a prevenire attacchi DoS (denial-of-service) e DDoS (distributed denial-of-service) che colpiscono frequentemente reti di computer, afferma Amazon, spiegando:

“Richiedere una Proof of Work valida può mitigare un attacco DOS provocando ai partecipanti dell’attacco stesso, di generare una soluzione del PoW valida, che richiederebbe l’uso di grandi risorse computazionali sui sistemi di attacco e ridurrebe quindi drasticamente la velocità con cui le entità che partecipano all’attacco possono inviare richieste. “

Altrove, il brevetto menziona anche “chiave crittografica”, “firma digitale” e “chiave (di firma) pubblica”, tra gli altri concetti relativi alla blockchain e alle criptovalute. Il brevetto comunque non discute direttamente blockchain o criptovalute.

Mentre una criptovaluta Amazon molto discussa finora è rimasta elusiva, il gigante dell’e-commerce si è spostato ulteriormente nello spazio blockchain. All’inizio di questo mese, il suo settore di cloud computing, Amazon Web Services (AWS), ha lanciato il suo servizio Blockchain gestito per un uso più ampio tra i clienti aziendali. Il servizio attualmente supporta il framework open-source Hyperledger Fabric, mentre il supporto per la rete ethereum è ancora in lavorazione e dovrebbe essere reso disponibile entro la fine dell’anno.

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