Nuove regole Pan-Europee per le crypto?

Il Watchdog bancario europeo sta valutando la possibilità di una regolamentazione paneuropea dei beni e dei token annessi al mondo delle cripto, affermando la necessità di un “Level playing field”.

L’inchiesta dell’ABE

L’Autorità bancaria europea (ABE), l’autorità di regolamentazione paneuropea delle banche dell’UE, ha pubblicato i risultati della sua inchiesta, durata un anno, sulle risorse crittografiche come bitcoin e le altre ICO lo scorso mercoledì. E’ emerso che:

“una parte significativa delle attività che coinvolgono le crypto non rientrano nel campo di applicazione dell’attuale normativa sui servizi finanziari dell’UE (ma possono rientrare nell’ambito di applicazione delle leggi nazionali).”

Di conseguenza, vi è la possibilità di divergenze normative tra membri dell’UE. Il rapporto ha rilevato che la Germania ha vietato i prodotti derivati ​​da criptovalute, mentre il Regno Unito sta esaminando un divieto simile. Il fatto che non esista uniformità in tutta l’UE potrebbe dar origini ad una difficoltà anche per i paesi che attualmente possono operare da stati esterni all’UE all’interno di essa.

Pertanto, secondo l’EBA, possono essere necessarie leggi paneuropee per “protezione dei consumatori, resilienza operativa e integrità del mercato”.

L’autorità di regolamentazione ha invitato la Commissione europea a condurre un’analisi costi-benefici per verificare se fosse necessaria un’azione per regolamentarle in tutta l’UE.

Adam Farkas, il direttore esecutivo dell’EBA, ha dichiarato in una dichiarazione:

“L’ABE invita la Commissione europea a valutare se sia necessaria un’azione normativa per raggiungere un approccio comune dell’UE su tutte le attività svolte nel mondo delle criptovalute. L’ABE continua a monitorare gli sviluppi del mercato dal punto di vista prudenziale e del consumatore”.

L’EBA ha osservato che attualmente tutto ciò “non sembra dare origine a implicazioni per la stabilità finanziaria”.

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